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Contenzioso Lista Falciani

Problematica del cliente

Una coppia di clienti anziani si è rivolta allo studio in quanto “convocata” dalla Guardia di Finanza per una verifica scaturita a seguito dell’inserimento dei loro nominativi nella cosìddetta Lista Falciani. La Lista Falciani è un elenco di nominativi di contribuenti che detenevano un conto non dichiarato presso la banca HSBC di Ginevra che è stato venduto alle Autorità Fiscali francesi dal funzionario della HSBC Hervé Falciani e poi trasferito dalla Francia in Italia.

Dopo aver cercato di tranquillizzare i clienti che non avevano presentato lo Scudo Fiscale, ci siamo recati insieme a loro presso la filiale di Lugano della banca per esaminare i dati e decidere la migliore strategia difensiva.
I funzionari della banca insistevano affinché i clienti, davanti alla GdF, negassero di aver mai detenuto conti correnti svizzeri in quanto, a loro dire, i dati contenuti nella Lista Falciani non erano utilizzabili in una verifica fiscale, in quanto “rubati”.



L’analisi strategica

La strategia della banca non è stata condivisa dal nostro Studio in quanto la mancata collaborazione avrebbe comportato a carico dei due clienti un procedimento penale e il rischio di trovarsi l’Equitalia alle costole, oltre ad un contenzioso tributario lunghissimo, con alti costi ed esito incerto.
L’analisi dettagliata della pratica ha portato alle seguenti conclusioni: a) i clienti detenevano le somme in Svizzera sin dai primi anni ’90 e pertanto a partire da periodi oggi prescritti e non più accertabili; b) non potendo essere contestata la violazione di “evasione per redditi sottratti a tassazione in Italia”, rimanevano le sanzioni per la mancata compilazione del quadro RW e per la mancata dichiarazione dei redditi di capitale maturati sulle somme; c) evitando il ricorso e sottoscrivendo un “accertamento con adesione” il costo complessivo da pagare, per i cinque anni verificati, sarebbe stato pari a circa l’8% del capitale e quindi un costo leggermente superiore all’ultimo Scudo Fiscale.


La soluzione

Abbiamo quindi rappresentato la nostra strategia alla HSBC, la quale ci ha fatto parlare con alcuni professionisti di loro fiducia con i quali abbiamo condiviso la decisione di procedere in tal senso.
Ci siamo quindi recati alla Guardia di Finanza e abbiamo trasmesso tutta la documentazione bancaria definendo il Verbale come previsto.
Dopo qualche mese, quando l’Agenzia delle Entrate ha “liquidato” il Verbale, i clienti hanno potuto pagare le somme da noi preventivate e la verifica è stata chiusa con grande soddisfazione sia nostra sia dei clienti.
La nostra scelta difensiva è stata ulteriormente avvalorata dalle prime sentenze delle Commissioni Tributarie che hanno sancito l’utilizzabilità dei dati contenuti nella Lista.


Il risultato ottenuto

La banca ha apprezzato la nostra consulenza e ci ha successivamente segnalato ad altri clienti coinvolti nelle medesime verifiche. Abbiamo quindi seguito qualche decina di casi in tutto il Nord Italia e ciò ci ha permesso di fare una notevole esperienza e acquisire un grande know how in un settore molto specifico.