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Crisi d'impresa: come dare continuità al capitale dell'azienda in stato di forte tensione finanziaria.

Problematica del cliente

Il cliente dopo anni di gestione della propria azienda si trova in una situazione di forte tensione finanziaria che compromette la gestione corrente ed efficiente dell’azienda stessa. Infatti negli ultimi mesi si è trovato a lavorare in emergenza sia con banche che fornitori. Le banche hanno, in alcuni casi, chiesto il rientro delle linee di affidamento e in altri hanno posto in essere attività di stretto monitoraggio dell’azienda bloccando eventuali elasticità di cui aveva usufruito nel passato. Alcuni fornitori, vedendosi respinti i pagamenti delle proprie fatture hanno iniziato a ridurre progressivamente le forniture vincolandole al pagamento del pregresso in alcuni casi ed in altri chiedendo dei pagamenti alla consegna per la nuova fornitura.



L’analisi strategica

In prima analisi l’attività dello studio si è rivolta a capire in quale fase della crisi d’impresa si trova il Cliente. Tuttavia possiamo identificare tre macro classi della crisi dell’azienda che si possono sintetizzare nel seguente modo:
• Fase 1: saturazione delle linee di credito a breve e medio, concessione di garanzie su beni dell’impresa e fideiussioni da parte dell’imprenditore;
• Fase 2: omesso versamento di imposte e contributi, fino a che non arrivano le cartelle esattoriali e i pignoramenti;
• Fase 3: chiuse le linee di credito, visti i pignoramenti, le banche mettono a rientro, i fornitori non vengono più pagati e cessano di approvvigionare l’impresa; la produzione si blocca.
L’analisi della fase in cui si trova l’Azienda ci permette di capire come approcciare le fasi successive e adottare, se necessario, procedure d’urgenza per evitare che la situazione degeneri e la crisi divenga irreversibile.
Nell’analisi strategica non si può prescindere dal verificare quelle che sono state le cause della crisi, valutare se sono state risolte o se sono ancora endogene per definire la strategia di ristrutturazione dell’azienda oltre che in termini finanziari anche in termini industriali.



Analisi di casistiche similari

Per poter definire in modo preciso l’approccio da seguire, dal momento che non esistono dei modelli standard da applicare in base a casistiche già studiate perchè ogni azienda ha delle caratteristiche endogene diverse, occorre fare riferimento sia all’esperienza maturata dallo Studio in termini di analisi sia essere assistiti dall’imprenditore che ci permette di comprendere meglio alcuni processi aziendali.
Nel far questo lo Studio riconduce queste analisi all’interno di uno schema di quesiti che devono essere risolti che toccano tutti gli aspetti dell’azienda. Si parte dalla produzione e si arriva alle vendite con l’analisi dei mercati di sbocco e il confronto con aziende del settore di struttura similare al fine di identificare eventuali punti di forza e debolezza.
Il confronto serve molto all’Imprenditore per svolgere una più approfondita analisi di approcci interni ormai consolidati che potrebbero nel tempo essere desueti ed aver perso la propria validità.


Il nostro approccio

Come primo passaggio abbiamo identificato immediatamente la fase della crisi in cui si trovava l’azienda. Questa analisi ci ha permesso di identificare in via preliminare gli strumenti che si potevano adattare alla situazione contingente.
Nel caso specifico ci si è trovati a metà tra la fase 1 e la fase 2, in particolare il mancato versamento erariale era iniziato da pochi mesi e non aveva carattere continuativo (in alcuni mesi si è riusciti a far fronte a quanto dovuto, in altri solo parzialmente).
In particolare si erano identificate due possibilità che si possono ricondurre in due norme specifiche la prima (art. 67 LF) con una connotazione per la soluzione del problema più privatistica, la seconda (art. 160 LF) con una connotazione più pubblicistica che pone maggiori vincoli procedurali per la definizione della crisi.
Esaurita questa prima analisi sono state sottoposte all’imprenditore le due possibili soluzioni al fine di informarlo e condividere il percorso successivo. Infatti le soluzioni che si identificano in questa fase non sono opzionali ma diventano in un passaggio successivo obbligatorie in relazione alle informazioni e ai dati raccolti.

Si è poi proceduto ad effettuare l’analisi della redditività industriale. Per meglio specificare, si è proceduto ad effettuare un esame approfondito del conto economico dell’azienda normalizzando le voci che in quella fase erano “drogate” dalla situazione di tensione finanziaria. Ciò ci ha permesso di valutare la bontà del business e di fare delle proiezioni industriali per analizzare la capacità di rimborso dell’azienda in una situazione gestionale normalizzata.
Questo ulteriore passaggio è indispensabile al fine di valutare quale strada è possibile percorrere così come individuata nella prima parte del percorso.

Successivamente sono stati analizzati nel dettaglio i debiti scomponendoli in categorie Erario, Enti previdenziali ed assistenziali, Banche, Fornitori, Dipendenti e Professionisti.
All’interno di queste categorie si sono poi ulteriormente analizzati i gradi di privilegio e/o garanzia. Si è così potuta stilare una prima bozza dello stato debitorio con i privilegi di legge e con una prima indicazione sulla possibilità di rateizzazione dei medesimi debiti.
La presunta rateizzazione è stata inserita all’interno del piano industriale per verificarne la compatibilità con i flussi finanziari generati dal piano.
Infine si sono meglio dettagliate le categorie di debito identificando, oltre al grado di privilegio, i fornitori strategici.


La soluzione

Dopo la chiusura di queste fasi preliminari si è identificato come soluzione per il cliente l’utilizzo dello strumento del concordato con continuità. In particolare non era sufficiente (dati i flussi di cassa) effettuare una semplice ristrutturazione del debito attraverso un accordo privatistico ed un piano attestato sottoscritto dagli Istituti di Credito e dai principali fornitori ma è stato necessario prevedere la riduzione della posizione debitoria complessiva.
In questa ipotesi per poter uscire dallo stato di crisi finanziaria si è reso necessario l’accordo preliminare di banche e fornitori strategici.


Il risultato ottenuto

Al termine dell’operazione coordinate tutte le parti dell’operazione per il nostro cliente abbiamo ottenuto i seguenti risultati:
• Accesso alla procedura di concordato preventivo;
• Voto favorevole delle classi formate ed in particolare voto favorevole dei principali Istituti di Credito e dei fornitori strategici;
• Omologazione del concordato in continuità;
• Accesso a linee di credito concordate in fase istruttoria e riduzione dell’esposizione debitoria complessiva al fini del riequilibrio finanziario dell’azienda;
• Continuità aziendale e salvaguardia del capitale economico dell’azienda.